«Non ho nessuno che mi immerga»

«Non ho nessuno che mi immerga»

«Non ho nessuno che mi immerga»

La grafica vuole comunicare a un primo impatto visivo, e quindi anche dal punto di vista concettuale, il tema portante della “soglia”. L’antica scala presente al centro della composizione si propone come riferimento concreto e ideale da cui prendere inevitabilmente le mosse, in connessione col tema suggerito dal titolo. La sua pietra rimanda direttamente all’idea di ostacolo, di durezza e difficoltà.

Per contro, l’acqua salvifica è vitale e dirompente, supera i confini attesi. La soglia, lo stacco da colmare ne sono inevitabilmente intaccati.

Questo aspetto concettuale è richiamato anche a livello di struttura compositiva, in cui la pietra si presenta come fissa e centrale, ma l’acqua di rigenerazione è caratterizzata da un forte dinamismo avvolgente, da una vivace mobilità circolare.

La stessa soglia, ora resa in bianco, lascia aperto lo spazio alla speranza della rigenerazione. Il contrappunto “arido” laterale – oltre a sposarsi a livello cromatico – sottolinea ancora maggiormente l’importanza dell’acqua viva di salvezza.

Convegno «Era cosa molto buona»

Convegno «Era cosa molto buona»

Convegno «Era cosa molto buona»

Grafica – e relativa impaginazione della brochure – realizzate appositamente per il convegno sull’ecologia e il rapporto fra uomo e ambiente «Era cosa molto buona», organizzato dall’Ufficio Nazionale per la pastorale delle salute della CEI.

Verso la civiltà dell’amore

Verso la civiltà dell’amore

Verso la civiltà dell’amore

Grafica elaborata per il progetto “Verso la civiltà dell’amore – Chiesa italiana e salute mentale 6”, organizzato dall’Ufficio Nazionale per la pastorale della salute della CEI